Sul sito di Microsoft dedicato ai genitori si può trovare una interessante analisi delle età dell’uomo e del loro rapporto con l’uso dei computer: “Guida del genitore alla protezione dei minori collegati a Internet: età e fasi”. Tuttavia, non mi sembra che questa analisi sia molto realistica, almeno per la realtà italiana. Ad esempio, una frase come questa:
“Quando raggiungono i cinque anni di età, i bambini vogliono esplorare il Web da soli.”
Mi sembra francamente molto lontana dalla realtà. Più in generale, sia sul sito di Microsoft che in altri documenti è chiara la tendenza ad anticipare, anche di molto, la normale evoluzione delle cose.
In altri documenti è evidente invece una chiara tendenza ad assecondare la naturale ansia dei genitori o persino a fomentarla. Un buon esempio di questo atteggiamento è questo articolo di Microsoft: “Uso degli accordi di famiglia per proteggere i minori collegati a Internet”. In questo articolo si ipotizza la stesura di veri “contratti” tra adulti e teen-ager riguardo al comportamento da tenere online:
“Una delle possibili soluzioni consiste nel redigere insieme un accordo sul codice di condotta che tutti si impegneranno a rispettare.”
Per motivi diversi, trovo utopistici e fuorvianti entrambi questi atteggiamenti mentali nei confronti del problema.
Di conseguenza, riporto qui di seguito una mia personalissima visione del rapporto età/uso-del-PC. Ovviamente, non sono uno psicologo infantile e quindi mi limito ad esporre quello che ho maturato dalle mie personali esperienze con i giovani ed i PC.
Potete dissentire pubblicamente da quanto scrivo usando la funzione “commenti” in calce alla pagina.
Il metodo
Per ogni fascia di età riporto le seguenti considerazioni:
Maturazione psico/emotiva: stato di maturazione individuale, sul piano psicologico ed emotivo.
Maturazione culturale: livello di preparazione culturale, dovuto alla scuola ed alla famiglia.
Competenza tecnica: livello di competenza nell’uso dei computer e dei dispositivi tecnologici in genere. Cosa ci si può aspettare che faccia un individuo di questa età con un computer e cosa gli si può insegnare.
Competenza linguistica: livello di conoscenza della lingua inglese.
Videogame: attività tipica con le console da videogioco. Atteggiamento da tenere nei confronti dei videogame.
Smart Phones: atteggiamento da tenere nei confronti dei telefoni di terza generazione e successive (oggetti dotati di fotocamera o videocamera).
Rischi tipici: rischi tipici per questa fascia di età, cautele da adottare e strumenti utili.
La sezione “da 11 a 15 anni” e quella “da 13 a 18 anni” si sovrappongono perché la pubertà (11 -15 anni) si sovrappone ad un parte importante degli studi scolastici (le medie ed il biennio del liceo) e dell’adolescenza (diciamo tra i 13 ed i 18 anni) che hanno già le loro caratteristiche peculiari. Succedono diverse cose nello stesso momento e la situazione si complica.
Da 0 a 6 anni
Durante questo periodo, l’individuo cambia più velocemente che durante qualsiasi altri periodo della sua vita. Nonostante questo, il rapporto con i computer e gli altri strumenti digitali resta molto limitato a causa del fatto che i bambini di questa età solitamente non sanno ancora né leggere né scrivere (ed usare la tastiera).
Maturazione psico/emotiva: abbiamo a che fare con dei bambini a pieno titolo (degli “infanti”). A questa età i bambini non sono ancora in grado di badarsi da soli e vanno continuamente sorvegliati da un adulto.
Maturazione culturale: a questa età i bambini non sanno ancora né leggere né scrivere (anche se non mancano le eccezioni). Questa loro carenza li costringe ad un rapporto molto limitato con qualunque oggetto tecnologico (TV a parte).
Competenza tecnica: di solito, tra i 4 ed 6 anni i bambini cominciano a trafficare con le console da videogame, con i computer e con i telefoni cellulari. Sono sorprendentemente bravi a trovare i giochi ed a giocare. Possono persino riuscire a scavalcare alcuni ostacoli ed alcune protezioni. Questo non deve però far pensare che abbiamo una reale consapevolezza di ciò che stanno facendo. Per loro il dispositivo digitale è solo un gioco e lo trattano da gioco.
In particolare, a questa età sono ancora tremendamente distruttivi. Ho visto con i miei occhi dei laptop a cui un bambino di tre anni aveva strappato i tasti dalla tastiera. Ho anche visto dei computer mandati in corto circuito da monetine ed altri oggetti metallici infilati nelle fessure più diverse o resi inservibili da una tazza di liquido rovesciata sulla tastiera. Mi hanno riferito di laptop scagliati contro il muro da bambini di 4 anni indispettiti dalla scarsa attenzione dei genitori e di bambini di 6 anni che saltavano a piè pari su un notebook.
A dispetto di quello che normalmente si crede, a questa età i bambini non possono cogliere nessun insegnamento utile da un computer. Si tratta solo di un gioco come qualunque altro. Non ha quindi nessun senso mettere a rischio sette od ottocento euro di laptop per dare l’occasione ai propri figli di “fare pratica” con il PC. A questa età i computer devono essere tenuti al riparo dai bambini.
Competenza linguistica: a questa età i bambini non sono ancora in grado di seguire le istruzioni in lingua inglese fornite dai computer, siano esse scritte o parlate. In realtà, non sono in grado di leggere e scrivere nemmeno in italiano. Tentare di insegnare loro i rudimenti della lingua inglese a questa età non è una bella idea, a meno che non siate voi stessi di madrelingua inglese. Sono necessarie delle competenze pedagogiche specifiche per mettere in atto un progetto didattico di questo tipo.
Videogame: a questa età, i bambini sono facilmente “intossicabili” dalle console per videogame (come da qualunque gioco interattivo, come i flipper) e vanno quindi tenuti sotto controllo per evitare che diventino dei precoci tossicodipendenti. In generale, sarebbe opportuno che non passassero più di un’ora al giorno davanti ad una console. Se poi si potesse evitare di far conoscere loro le console ancora per qualche anno, sarebbe decisamente meglio.
Smart Phones: a questa età, i bambini riescono facilmente a trovare i giochi del cellulare e spesso sono in grado di usare anche le altre funzionalità del telefono (telecamera, etc.). Tuttavia, non sono ancora in grado di capire quanto sia delicato e quanto sia costoso un oggetto di questo tipo. Di conseguenza, i telefoni cellulari vanno tenuti fuori dalla portata dei bambini.
Rischi tipici: prima dell’inizio delle scuole elementari, l’unico “rischio” che corrono i bambini è quello di incappare in qualche immagine fotografica troppo audace navigando sul web (di solito in compagnia dei genitori). Basta un normalissimo “filtro antiporno” (o “filtro famiglia”) per evitare problemi. Ne trovate decine su Internet per pochi euro: Sistemi di Parental Control.
A questa età sono i computer a dover essere protetti dai bambini, non il contrario. La protezione deve essere prima di tutto hardware, nel senso che il PC deve essere tenuto fuori dalla portata dei bambini per evitare che lo distruggano. Oltre a questo, è necessario provvedere alla necessaria protezione software, per evitare che cancellino accidentalmente il sistema operativo o che combinino altri disastri. Il modo più semplice di attuare questa difesa consiste nell’usare una apposita utenza (“account”) per i bambini.
Da 6 a 11 anni
Durante questo periodo, un individuo impara a leggere, a scrivere, a far di conto, impara una grande quantità di nozioni di carattere “generale” (storia, geografia, etc.) e spesso fa il primo incontro con la lingua inglese. Si tratta quindi di un periodo molto “fertile”.
Maturazione psico/emotiva: a dispetto della veloce evoluzione culturale, siamo ancora di fronte a dei bambini che devono essere continuamente sorvegliati.
Maturazione culturale: a questa età i bambini imparano a leggere, scrivere e far di conto. Imparano i primi rudimenti di inglese (almeno nelle scuole dove questo è possibile) e acquisiscono una enorme quantità di nozioni generiche. La televisione arricchisce questo patrimonio culturale con altre informazioni. Questa velocissima crescita culturale è il fatto saliente di questa età.
Competenza tecnica: solitamente, verso la fine delle elementari (diciamo dai 9 agli 11 anni), i bambini acquisiscono una competenza sorprendente nell’uso dei computer e delle console da videogame. Questo fa dire alle loro madri “mio figlio è bravissimo con i computer”. Purtroppo, questo non è assolutamente vero: i bambini di questa età sono solitamente dei grandi consumatori di videogame ma hanno una competenza tecnica limitatissima in fatto di computer. Fin verso i 9 anni, spesso non riescono ad usare la tastiera (anche se sanno già leggere e scrivere) e fin verso gli 11 anni non riescono a fare quasi niente altro che dipingere e scrivere con un word processor. In particolare, hanno una consapevolezza limitatissima della struttura di un computer e del suo software. A volte sanno installare nuovi programmi (ad esempio quelli scaricati dal sito della Disney o quelli avuti da Mc Donald’s con gli Happy Meal) ma sono quasi sempre incapaci di svolgere anche le più semplici funzioni di amministrazione (ad esempio: rimuovere i programmi installati). Tra i 9 e gli 11 anni imparano a conoscere il web. Di solito frequentano solo i siti di loro interesse (Disney, Pokemon e simili) e si limitano a giocare online. Verso la fine delle elementari imparano ad usare Google e Wikipedia e li usano per fare le ricerche di scuola. Non sono però ancora in grado di usare quasi niente altro che un web browser ed un word processor. Di solito non usano la posta elettronica o altri strumenti di comunicazione (a meno che non siano seguiti da un adulto).
Questo strano mix di apparente dimestichezza con i computer e di sostanziale mancanza di comprensione dei meccanismi sottostanti (hardware e software) rende pericolosissimi i ragazzini di questa età. La ragione è ovvia: dato che (erroneamente) li si crede autonomi, spesso vengono lasciati trafficare liberamente coi PC. Dato che, in realtà, non sanno cosa stanno facendo, si “beccano” virus di ogni tipo, scassano la configurazione del sistema e combinano ogni sorta di guai. Ad esempio: uno dei miei “passatempi” domenicali consiste nel rendere nuovamente utilizzabili i PC a cui questi ragazzini hanno cambiato le password con altre che hanno poi immediatamente dimenticato (chiedo 200 euro ad intervento, tanto per chiarire che il mio mestiere abituale non consiste nel “mettere delle pezze” alle cazzate degli altri).
Può sembrare che a questa età i ragazzini siano sostanzialmente autonomi ma non è assolutamente vero. In realtà, è persino troppo presto per tentare di insegnare loro qualcosa di utile. Non hanno ancora la concentrazione necessaria per seguire una vera lezione di “informatica” e spesso i loro insegnanti si limitano a farli giocare coi computer a scuola, durante le cosiddette ore di “informatica”.
A questa età, i computer sono invece utilissimi come strumenti di supporto per l’insegnamento di altre materie, come la storia e la geografia od il riconoscimento delle lettere dell’alfabeto.
In generale, sarebbe meglio lasciare agli insegnanti il compito di far “familiarizzare” i ragazzini con i computer. In questo modo voi non rischiate di rimetterci il computer di casa ed i ragazzini possono essere seguiti da insegnanti adeguatamente preparati.
Se però volete supportare l’attività didattica della scuola con qualche attività a casa, vi consiglio di usare Gcompris. Si tratta di una vera “piattaforma” che contiene decine di programmi appositamente pensati per il supporto alle attività didattiche delle scuole elementari. Gcompris è gratuito e gira dovunque (Linux, Mac, Windows).
Competenza linguistica: i più fortunati imparano i primi rudimenti di inglese tra i 6 ed i 13 anni (elementari e medie). Di solito, fino alla fine delle elementari (11 anni) non sono però in grado di capire quasi nulla di ciò che un computer tenta di dire loro in inglese. Spesso non capiscono nemmeno il senso delle voci di menù e delle alert box. Anche dopo, tra gli 11 ed i 13 anni, la competenza linguistica è solitamente così limitata da richiedere la presenza di un adulto (preparato) per superare anche gli ostacoli meno impegnativi. Questo deve essere tenuto presente quando si affida loro un computer.
Tentare di insegnare un po’ di inglese “in più” rispetto a quello che viene insegnato loro a scuola non è facile. Il mio personalissimo consiglio è di non tentare di far da soli (a meno che non siate voi stessi insegnanti di lingua o persone di madrelingua inglese). Evitate i corsi su CD e DVD, i film in lingua originale o cose simili. Ricorrete piuttosto ad una scuola privata, con degli insegnanti preparati.
Videogame: a questa età solitamente la tossicodipendenza da videogame è ormai ben consolidata. Se lasciati a sé stessi, i ragazzini delle elementari sono capaci di restare davanti ad una console da videogame anche 10, 12 o 14 ore di fila. In pratica, finché non si addormentano davanti alla console. Vanno quindi attentamente sorvegliati per evitare che sviluppino una vera e propria tossicodipendenza da videogame.
Smart Phones: tra i 9 e gli 11 anni molti bambini cominciano ad essere in grado di usare un semplice telefono cellulare. Tuttavia, a questa età è assolutamente privo di senso regalare loro un telefono cellulare, anche del tipo più semplice. Innanzitutto, non ne hanno bisogno: a questa età sono ancora seguiti passo-passo da degli adulti e quindi non hanno bisogno di uno strumento digitale con cui mantenersi in contatto con la famiglia. In secondo luogo, a questa età fanno ancora moltissima fatica a concentrarsi. Regalare loro un cellulare è il modo migliore per fare in modo che si distraggano e disturbino gli altri durante le lezioni. Infine, se il cellulare è dotato di fotocamera o videocamera, la tentazione di infilarlo sotto le gonne delle compagne di classe può essere irresistibile. Le conseguenze sono facilmente prevedibili.
Rischi tipici: alle elementari, i rischi possibili derivano soprattutto dalla navigazione su Internet (sul web, più esattamente) e dai virus informatici. I bambini possono incappare in foto e filmati pornografici od in testi dal frasario molto pesante. Per questo è necessario ricorrere ai già citati filtri antiporno (“filtro famiglia”).
Si noti che normalmente questi filtri agiscono a livello di sito, non di pagina. Di conseguenza, per evitare che i bambini incappino in pagine “inadatte” durante la navigazione in siti che normalmente sarebbero innocui, come MySpace, YouTube e simili, è necessario filtrare l’intero sito. A questa età si tratta di una perdita accettabile. Non c’è nulla di realmente utile ad un bambino delle elementari su YouTube o su MySpace.
Resta anche la necessità di proteggere adeguatamente il PC dai bambini. Alle elementari è già possibile dare ad un ragazzino il “suo” PC (meglio se da tavolo), soprattutto se si riutilizza un vecchio cassone obsoleto, ma il PC va comunque protetto per evitare che il bambino lo distrugga o ne danneggi pesantemente la configurazione. Il modo migliore resta quello di fargli usare una utenza dalle potenzialità limitate.
Su questi PC è necessario installare un buon antivirus per evitare che un virus “preso” dal bambino si propaghi a tutta la rete di casa ed a tutta Internet. Per la stessa ragione è anche necessario proteggere il PC con un firewall/proxy (peraltro già necessario per proteggere il bambino da incontri inquietanti).
Da 11 a 15 anni
Questa è l’età più difficile. Con la maturazione sessuale nasce un forte interesse verso il sesso e verso gli altri individui. C’è spesso il desiderio di avere una maggiore “privacy” ed ogni intervento dei genitori viene vissuto come una invasione di territorio. La vita dei ragazzini si orienta sempre di più verso il gruppo di amici e sempre meno verso la famiglia. Gli esempi da seguire diventano quelli della TV o del gruppo di amici. Ci sono le prime infatuazioni e spesso c’è una certa voglia di trasgredire e di cominciare ad affermare la propria personalità. Soprattutto, non c’è ancora una percezione chiara di ciò che è socialmente accettabile e di ciò che non lo è. Insomma, abbiamo a che fare con degli adolescenti.
Maturazione psico/emotiva: come ho appena detto, abbiamo a che fare con degli adolescenti. La volontà di sperimentare, di conoscere e di affermare la propria personalità espongono i ragazzi di questa età (di entrambi i sessi) ad una lunga serie di pericoli. Di solito, il livello di attenzione è persino più basso che alle elementari. Gli adolescenti (comprensibilmente) si interessano solo a ciò che sembra essere rilevante per la loro vita del momento. Qualunque discorso che riguardi il futuro (“impara l’inglese che ti servirà”) è destinato a cadere nel vuoto. Soprattutto, a questa età la capacità di percepire la linea di confine tra ciò che è socialmente accettabile (il “bacetto” alla compagna di classe) e ciò che non lo è (la ripresa dell’amica che si spoglia e la pubblicazione del filmato su YouTube) è ancora molto, molto limitata.
Maturazione culturale: tra le medie (11 anni) ed il biennio delle superiori (15 anni), la preparazione culturale dell’individuo si completa. A 15 anni un ragazzo sa ormai quasi tutto quello che può essergli utile nella vita quotidiana, tranne gli aspetti legati al lavoro (preparazione tecnico/professionale) e alla vita culturale in senso stretto (narrativa/saggistica e simili). Di conseguenza, abbiamo a che fare con ragazzi che spesso sono in grado di gestire in piena autonomia un computer (spesso molto meglio dei loro padri) o, se necessario sanno dove trovare le informazioni e come costruirsi le competenze necessarie. Spesso, a questa età i ragazzi sono anche in grado di muoversi autonomamente e con grande efficacia su Internet. Altrettanto spesso, il loro interesse è orientato soprattutto verso gli aspetti sociali del web (Web 2.0, come MySpace, YouTube, etc.).
Questa notevole preparazione culturale è in evidente conflitto con l’altrettanto evidente immaturità psico/emotiva. Questo mix può essere molto pericoloso perché i ragazzi pensando di poter padroneggiare (a livello culturale) degli strumenti che possono poi rivelarsi molto difficili da gestire (sul piano psico/emotivo). Questo è il caso, ad esempio dei telefoni con videocamera: tutti i ragazzini di questa età li sanno usare ma ben pochi di loro ne sanno fare un uso civile e moderato.
Competenza tecnica: non è raro trovare ragazzi di 13 o 14 anni che maneggiano un computer con assoluta padronanza e con una profonda comprensione dei meccanismi sottostanti. La regola è però un’altra. Di solito a questa età c’è un forte interesse per i computer (intesi come strumenti, soprattutto come strumenti di accesso ad Internet) ma spesso si dipende quasi completamente dagli amici “guru” per ogni necessità tecnica. La dimestichezza con cui questi ragazzi si muovono sui PC è spesso più apparente che reale.
A questa età (soprattutto 11 – 13 anni) c’è già chi insegna ai ragazzi ad usare ed amministrare un computer. C’è persino chi insegna i primi rudimenti di programmazione. Le scuole americane, ad esempio, spesso prevedono questo tipo di formazione a questa età (scuole medie).
Personalmente, vi sconsiglio di seguire l’esempio degli americani, soprattutto se volete fare da soli. Insegnare l’uso e l’amministrazione di un computer ad un ragazzino di 11 – 13 anni richiede già un insegnante adeguatamente preparato ed una bella dose di “teachership” per tenere sotto controllo la classe. Se poi si pretende di insegnare a programmare le cose si possono fare veramente molto difficili.
Comunque, se pensate che sia ugualmente il caso di provare, vi consiglio di usare almeno gli strumenti giusti: Linux, Logo e Python.
Voi avete imparato ad usare i computer partendo da Windows e da MS Office (Word, Excel, etc.). Questo è normale e comprensibile. Tuttavia, questo vi ha reso dipendenti da un prodotto commerciale (che pagate) e che sfugge completamente al vostro controllo. Perché mai dovreste crescere vostro figlio nella stessa dipendenza quando esistono, da anni, sul mercato prodotti altrettanto validi ma gratuiti e che si trovano completamente sotto il controllo dei loro utenti, come Linux, OpenOffice e via dicendo?
Logo (vedi Kturtle di KDE) è sia un linguaggio di programmazione che un gioco pensati appositamente per insegnare a programmare ai bambini delle elementari (dai 9 -10 anni ai 12 -13).
Python è un linguaggio pensato appositamente per essere facilmente comprensibile, facilmente controllabile e per poter essere applicato a qualunque tipo di programma su qualunque piattaforma (Linux, BSD, Windows, Mac). Viene abitualmente usato per insegnare a programmare a chiunque, a qualunque età, ed è il linguaggio usato da Google per costruire le sue applicazioni. Occorre dire altro?
In ogni caso, tenete presente che questo tipo di competenze può essere appreso molto più facilmente e molto più rapidamente in seguito, se e quando necessario, ad esempio attraverso un corso ECDL frequentato alle superiori. Tra l’altro, la programmazione non viene più richiesta, come competenza “ancillare” o “trasversale”, da molti anni ed è ormai diventata una competenza specifica degli informatici. Al giorno d’oggi, serve a poco saper programmare se non si ha una laurea in ingegneria.
Competenza linguistica: a 13 – 15 anni, la scuola ha già dato ciò che poteva. La conoscenza della lingua inglese è spesso sufficiente a capire le voci di menù, le alert box ed a capire qualche messaggio più complesso. Francamente, non incontro quasi mai dei ragazzini di questa età che siano in grado di leggere e capire la documentazione di un programma in inglese senza incorrere in errori anche gravi. Fino a 13 anni, molti ragazzini ancora non sono in grado di capire quasi nulla di ciò che un computer cerca di dire loro.
Molti genitori iniziano ad insegnare l’inglese ai propri figli, parallelamente a quanto fa la scuola dell’obbligo, già a questa età, sia facendo seguire loro dei corsi aggiuntivi che esponendoli a varie “esperienze” di carattere linguistico (viaggi, corsi “full immersion” in Inghilterra e cose simili).
Francamente, tra gli 11 ed i 15 anni è ancora un po’ presto per investire dei soldi in questo tipo di formazione. A questa età i ragazzini fanno ancora fatica a concentrarsi a lungo su un un problema specifico. Tendono a distrarsi, non sono né interessati né “ricettivi”, tendono a disturbare gli altri durante le lezioni e tendono a dimenticare tutto in tempi brevissimi. Sarebbe meglio aspettare i 15 – 16 anni per iniziare un percorso di studi di questo tipo. Se però ritenete che sia necessario, allora affidatevi ad una scuola di lingue che faccia uso di docenti di madrelingua e che abbia un piano di studi molto chiaro e molto convincente. A 11 -13 anni può essere molto utile una attività di tipo ludico svolta “attorno” alla lingua, più che un vero corso di lingue. Molte scuole di inglese fanno “corsi” di questo tipo. A 13 -15 anni si può cominciare a pensare ad un corso più tradizionale.
Videogame: tra gli 11 ed i 15 anni, la tossicodipendenza da videogame continua ad aggravarsi. Un adolescente lasciato a sé stesso davanti ad una console può continuare a giocare per giorni (non sto scherzando), fino al punto da rischiare un ricovero per crisi epilettiche indotte. A volte, nemmeno l’ingresso nella stanza di una bella ragazza riesce a distogliere l’attenzione dell’individuo dalla console. Insomma: continuiamo ad avere a che fare con dei tossicodipendenti che vanno attentamente sorvegliati e limitati.
Smart Phones: questa è l’età in cui tutti i ragazzi sanno usare uno smart phone, molti ce l’hanno e tutti lo desiderano. Questa è anche l’età tipica in cui gli smart phone dotati di videocamera vengono usati per documentare le bravate del “branco” e per rubare immagini di nudo delle compagne di classe. La maturità “tecnica”, infatti, è ben maggiore della maturità psico/emotiva e della capacità di controllo e di giudizio.
Francamente, non ha nessun senso fornire ai propri figli un telefono dotato di fotocamera o di videocamera prima dei 15 o 16 anni. Sarebbe solo un invito ad abusarne. A 11 – 15 anni basta ed avanza un normale cellulare che fa solo da telefono ed anche un oggetto come questo sarebbe comunque fonte di distrazione a scuola e di molti altri problemi. Come minimo, sarebbe opportuno controllare che non se lo portino a scuola.
Rischi tipici: tra la fine delle elementari ed i primi due anni delle superiori la gamma dei rischi potenziali si amplia in modo esponenziale. Si va dai contatti “pericolosi” via posta elettronica, chat, messagging e altri strumenti di comunicazione, alle conseguenze legali legate alla pubblicazione di materiale “scabroso” su YouTube, MySpace ed altri siti. A questo si aggiunge la naturale “evasività” dei ragazzi durante la pubertà.
A questa età è necessaria una attenta sorveglianza da parte degli adulti. I normali “filtri famiglia”, che abbiamo già citato, non bastano più. In casi veramente “estremi” può essere utile ricorrere a sistemi di spionaggio (o, più eufemisticamente, di “sorveglianza”).
Il mio personalissimo consiglio è di tenere in funzione i filtri famiglia ma di non ricorrere a nessun sistema di spionaggio per non spingere i ragazzi a cercare vie di fuga che sarebbero ancora più difficili da controllare. La tecnologia non può sopperire alla mancanza di fiducia.
Da 13 a 18 anni
Questa è una età per certi aspetti meno movimentata e meno difficile da gestire. Tuttavia, siamo di fronte a ragazzi che iniziano ad avere le prime esperienze sessuali (eh si: anche vostro figlio e vostra figlia…) e che continuano a cercare la propria strada nella vita. Non è insolito che la cerchino in moto (a 200 km/h), o in qualche polvere bianca, per cui le preoccupazioni sono tante e spesso più che giustificate.
Maturazione psico/emotiva: mai come in questa fascia di età ci sono variazioni individuali tanto ampie. Si va dal ragazzo “serio” e perfettamente in grado di gestirsi, fino al tossicodipendente precoce. Nessuno, meglio dei genitori, può capire quale sia il vero livello di maturazione di un individuo in questa fascia di età.
Maturazione culturale: a 18 anni si prende un diploma, che è il livello più alto prima della laurea, per cui il livello di preparazione culturale è già molto alto. Se poi vostro figlio segue i corsi di un istituto tecnico, magari con specializzazione in elettronica od informatica, il suo livello di preparazione specifico può diventare rapidamente così elevato da non essere più gestibile da parte vostra. Sarà lui a gestire i PC di casa ed a fare ciò che vuole.
Competenza tecnica: tra i 13 ed i 18 anni vi potete aspettare che vostro figlio diventi completamente autonomo nell’uso dei computer e che sia anche in grado di sfuggire ad ogni tentativo di sorveglianza. Questo vuol dire che, superati i 16 o 17 anni, è meglio disinstallare ogni programma di Parental Control per evitare che i vostri figli reagiscano in modo aggressivo ai vostri tentativi di controllo.
A questa età si può insegnare quasi qualunque cosa ai ragazzi, con ottimi risultati. Se vostro figlio ha un interesse specifico per l’informatica, iscrivetelo ad una scuola che preveda l’informatica come materia centrale. Diversamente, potete fargli seguire dei corsi da utente (ECDL), da amministratore (Windows o, meglio, Linux) o qualche corso di programmazione.
Non cercate di fare da soli, a meno che non siate dei professionisti. A questa età il livello di competenze in gioco è molto alto e richiede competenze di livello altrettanto alto per l’insegnamento.
Competenza linguistica: alle superiori il livello di competenza linguistica si affina ma raramente arriva ad un livello soddisfacente se non c’è un interesse personale da parte dell’individuo. Per questo, di solito, chi si appassiona ai computer studia anche inglese per conto suo e finisce per parlarlo in maniera almeno decorosa. Gli altri spesso rimangono in un “limbo” in cui non possono dire di non conoscere l’inglese ma, di fatto, non sono in grado di usarlo in nessun modo. Questa sarebbe l’età giusta per avviare un corso di inglese tradizionale presso una scuola privata (insegnante di madrelingua, tre inverni di lezioni, due ore alla volta, per complessive 120/180 ore di lezione).
Niente “palestre di lingue” ad ingresso libero, niente “attività ludiche” e niente autoapprendimento (CD e DVD). Fate seguire ai vostri figli il più classico dei corsi di base: tre anni, tre corsi di 40 – 60 ore l’uno con una docente di madrelingua, tanta grammatica e tanta conversazione durante le lezioni. Le lingue si imparano così (ne ho studiate una mezza dozzina, per cui potete credermi).
Videogame: di solito, con l’avvicinarsi della maggiore età la tossicodipendenza da videogame tende a risolversi in modo spontaneo. I ragazzi restano dei fanatici dei videogame (di solito per tutta la vita) ma non hanno più la tendenza a restare di fronte alla console per interi pomeriggi. Cominciano a stancarsi e riducono spontaneamente il consumo di videogame. I loro interessi si spostano verso il sesso, la vita sociale e le esperienze reali, nel mondo fisico, come i viaggi.
Smart Phones: a 17 o 18 anni un ragazzo dovrebbe essere in grado di capire cosa è lecito fare con un cellulare dotato di videocamera e cosa non lo è. Tuttavia, le cronache dimostrano che spesso non è così. Personalmente, credo che sia il caso di lasciare che i giovani si comprimo un cellulare dotato di telecamera con i loro soldi, i primi soldi guadagnati lavorando. Se arrivano ad essere abbastanza maturi da capire il valore del lavoro, probabilmente sono anche in grado di capire che uso si deve fare di una telecamera e di YouTube.
Rischi tipici: rischi e soluzioni sono più o meno gli stessi che abbiamo descritto per il periodo della pubertà. Va detto, tuttavia, che con l’avanzare dell’età i ragazzi tendono a diventare più responsabili e più facili da seguire. Insistere con l’uso di tecnologie di parental control e di sorveglianza solitamente non è una buona idea perché provoca la reazione stizzita dei ragazzi e li spinge a cercare delle vie di fuga. A questa età sono spesso esperti di computer e non ci mettono molto a “mettere nel sacco” i genitori.
Conclusioni
Come ho detto, queste sono solo le mie personalissime opinioni. Se divergono molto dalle vostre, scrivetelo qui sotto. Il sistema “dei commenti” è stato creato per questo.
Alessandro Bottoni
http://www.alessandrobottoni.it/
alessandro.bottoni@infinito.it